Gli zaini in una fascia compresa tra i 22 e i 35 litri rappresentano lo standard per le escursioni giornaliere in alta montagna. Sono abbastanza capienti per l'attrezzatura tecnica, ma sufficientemente piccoli da non intralciare nei terreni impegnativi. Ciò nonostante, la decisione d'acquisto risulta difficile per molti, non da ultimo perché le aspettative sono spesso elevate. Per prima cosa bisognerebbe quindi sfatare direttamente un mito: un prodotto che sia ugualmente adatto a tutte le discipline alpine è una pia illusione.
"Bisogna innanzitutto porsi la domanda: a cosa mi serve lo zaino?", sottolinea Lukas Imhof, responsabile acquisti presso Bächli Bergsport. Alpinismo d'alta quota, arrampicata alpina o escursioni classiche pongono requisiti semplicemente troppo diversi, secondo l'opinione dell'esperto. Mentre nell'arrampicata alpina conta la massima libertà di movimento, nelle escursioni d'alta quota serve spazio per corda, ramponi e abbigliamento supplementare. Sebbene molti modelli siano concepiti come un compromesso, occorre comunque fare delle valutazioni prima dell'acquisto – ad esempio tra comfort e funzionalità o tra peso e robustezza. Lukas Imhof arriva dritto al punto: "L'utopico zaino tuttofare non esiste."
Le dimensioni: perché 30–35 litri sono spesso l'ideale
Nella pratica, una fascia di volume si è dimostrata particolarmente versatile: da 30 a 35 litri. Questa dimensione offre spazio sufficiente per corda, ramponi, ricambio di vestiti e viveri, pur rimanendo abbastanza compatta per i passaggi tecnici. "Con uno zaino di queste dimensioni si è ben equipaggiati per la maggior parte delle attività giornaliere", afferma Imhof.
Anche molti professionisti scelgono consapevolmente questa fascia: l'alpinista professionista Roger Schäli punta solitamente su un volume di 35 litri per le sue imprese. L'atleta Bächli predilige materiali leggeri e robusti – un assetto che per lui funziona sia su vie di roccia impegnative sia su tour misti. La sua collega Franziska Schönbächler se la cava spesso con meno: "Per i tour di una giornata o un pernottamento in rifugio, 28 litri mi bastano perfettamente – altrimenti si finisce per avere dietro troppo materiale. Per i tour più lunghi, invece, vale la pena avere un volume di carico maggiore", afferma l'atleta Bächli.
L'elemento decisivo non è quindi solo la capienza del vano portaoggetti, ma anche il modo in cui questo viene utilizzato. Uno zaino troppo grande induce a portare con sé attrezzatura non necessaria e peggiora l'equilibrio sul terreno. Di conseguenza, la raccomandazione di Lukas Imhof è chiara: meglio preparare lo zaino in modo compatto piuttosto che pensare in grande. "Iniziare una via d'arrampicata alpina con uno zaino da 45 litri sarebbe del tutto azzardato", afferma, aggiungendo: "Allo stesso tempo, 20 litri sul ghiacciaio funzionano solo se si sa esattamente cosa si sta facendo."
Quale volume per quale tour?
20–25 l
Arrampicata alpina, tour minimalisti
30–35 l
Alpinismo d'alta, uso all-round
35–45 l
Tour di più giorni, molta attrezzatura extra (es. equipaggiamento fotografico)
> 45 l
Passaggio al settore trekking
Tendenza minimalismo: risparmiare peso significa risparmiare forze
Negli ultimi anni, il peso proprio degli zaini è diventato un fattore ancora più presente nella mente degli acquirenti, spinto dalla tendenza verso le ascensioni veloci con attrezzatura ultraleggera. Imhof condivide l'idea della riduzione, poiché ogni oggetto non necessario consuma energia – specialmente durante i lunghi avvicinamenti o ad alta quota. "Il più leggero possibile, lasciando a casa tutto ciò di cui non si ha strettamente bisogno", è il suo consiglio in merito. Tuttavia, anche per il responsabile acquisti il trend della riduzione ha dei limiti: l'attrezzatura rilevante per la sicurezza, come il kit di pronto soccorso, non è negoziabile.
Negli ultimi anni, il peso proprio degli zaini è diventato un fattore ancora più presente nella mente degli acquirenti, spinto dalla tendenza verso le ascensioni veloci con attrezzatura ultraleggera. Imhof condivide l'idea della riduzione, poiché ogni oggetto non necessario consuma energia – specialmente durante i lunghi avvicinamenti o ad alta quota. "Il più leggero possibile, lasciando a casa tutto ciò di cui non si ha strettamente bisogno", è il suo consiglio in merito. Tuttavia, anche per il responsabile acquisti il trend della riduzione ha dei limiti: l'attrezzatura rilevante per la sicurezza, come il kit di pronto soccorso, non è negoziabile.
I modelli realizzati in un mix di poliammide-ripstop, come ad esempio il Guide 32+8 SL di Deuter, pesano decisamente di più, con un peso a vuoto superiore al chilogrammo. In questa categoria rientra anche il Peak Light 30 S di Ortovox con 1210 grammi. Queste notevoli differenze dipendono da un lato dalla scelta dei materiali, dall'altro dalla dotazione un po' più generosa. Franziska Schönbächler ha un'opinione chiara al riguardo: "Per me conta un rapporto equilibrato tra peso, robustezza e funzionalità."
Tendenza Dyneema: Leggero, robusto – e costoso
A proposito di materiali: i classici tessuti in poliammide in versione ripstop sono considerati ancora oggi robusti e affidabili. Le zone particolarmente sollecitate, come il fondo, dovrebbero presentare un'elevata densità del materiale (circa 600–800 denari) per resistere all'abrasione. I tessuti high-end, in primis il polietilene ad altissimo peso molecolare (UHMW-PE), di cui il rappresentante più noto è il Dyneema, hanno stabilito negli ultimi anni nuovi standard in termini di peso e resistenza alla trazione. A ciò si aggiunge che questo materiale è resistente alle pieghe e impermeabile. Riunisce quindi in sé molti criteri rilevanti per gli zaini da alpinismo.
Durante la lavorazione, le fibre ad altissima resistenza vengono solitamente inserite tra materiali di supporto. Ciò rende il materiale resistente allo sfregamento – un aspetto particolarmente rilevante in alta montagna. "Tali zaini sono estremamente leggeri e allo stesso tempo molto resistenti, ma anche costosi", afferma Imhof. Per gli alpinisti ambiziosi l'investimento può valere la pena – Schönbächler e Schäli giurano all'unisono sulle qualità di questo materiale. Per la grande massa, tuttavia, secondo Imhof un mix equilibrato di materiali rappresenta spesso la scelta più sensata ed economica. Anche gli zaini in poliammide/nylon possono essere realizzati in modo molto robusto e leggero: l'Arc'teryx Alpha FL, con i suoi 680 grammi per 30 litri di volume, regge il confronto a livello di peso.
Dizionario dei tessuti: Denier
Un denier corrisponde alla massa di un grammo per 9000 metri di filato. Più basso è il numero di denier, più il tessuto è fine, leggero e trasparente. Quanto più alto è il valore, tanto più spesso, robusto e opaco è il tessuto. Soprattutto per il fondo e il tessuto esterno degli zaini, è bene prestare attenzione a un valore di denier elevato, ad esempio compreso tra 600 e 800 D.
Schienale e assetto, forma e baricentro: controllo anziché comfort
Un'importante differenza rispetto ai classici zaini da trekking non risiede solo nel volume, ma anche nel sistema di trasporto: mentre nei trekking di più giorni la ventilazione e il comfort sono prioritari, nel terreno alpino conta soprattutto il controllo. Gli zaini da alpinismo puntano quindi solitamente su schienali a contatto. In questo modo il carico resta vicino al corpo e il baricentro rimane stabile. Ciò ha ripercussioni dirette sulla sicurezza: più lo zaino è aderente alla schiena, meglio si riesce a mantenere l'equilibrio – specialmente sui terreni ripidi o esposti, come sottolinea Imhof. Un baricentro spostato all'indietro aumenta invece il rischio di sbilanciarsi.
Ma anche la forma gioca un ruolo: gli zaini da alpinismo presentano generalmente un profilo a V, più stretti sui fianchi e più ampi verso l'alto. Questo garantisce una maggiore libertà di movimento per le gambe ed evita che lo zaino sia d'intralcio durante l'arrampicata. E la dimensione dello zaino? Imhof fa notare che, proprio negli zaini da alpinismo più piccoli, la lunghezza dello schienale gioca un ruolo meno rilevante di quanto si pensi spesso. La vestibilità diventa più decisiva solo con l'aumentare del volume sopra i 35 litri. Anche le differenze tra modelli unisex e specifici per genere sono considerate da lui ancora trascurabili nella fascia dei 30 litri. Rispetto ai grandi zaini da trekking, la vestibilità negli zaini da alpinismo è quindi meno complessa.
Dotazione: semplicità anziché «sovraccarico»
I moderni zaini da alpinismo offrono numerosi dettagli costruttivi, ma non tutto è utile. "Non c’è nulla di peggio degli zaini con 120 funzionalità che nessuno utilizza", ritiene Lukas Imhof. Per lui, nei modelli alpini contano poche funzioni, ma ben studiate:
- porta piccozze affidabile
- fissaggio per corda e casco
- cinghie di compressione per il controllo del carico
- chiusure semplici, azionabili anche con i guanti
Le cinghie di compressione svolgono in questo contesto una funzione centrale: mantengono il carico compatto contro la schiena e migliorano la stabilità. Altrettanto importante è la rapidità di accesso. Anche su questo punto i produttori lavorano con approcci differenti. Franziska Schönbächler predilige soluzioni come le cerniere laterali, che combinano organizzazione e accessibilità. "Sono una fan degli zaini essenziali e leggeri, dai quali si può smontare tutto il superfluo – proprio come impone l'attuale tendenza dell'alpinismo." Chi invece desidera molto spazio per riporre gli oggetti farebbe meglio a scegliere un modello con la classica tasca sul cappuccio. Gli zaini con cerniera e/o chiusura a rullo (rolltop) sono più spartani e quindi anche più leggeri. Per Roger Schäli la scelta è chiara: "Personalmente, in terreno alpino trovo che la soluzione migliore sia un rolltop con cappuccio rimovibile."
La cintura lombare è un criterio d'acquisto funzionale, ma per molti controverso. Da un lato migliora notevolmente la distribuzione del carico (ad esempio durante l'avvicinamento), specialmente quando la capacità di carico è sfruttata al massimo. Dall'altro può risultare d'intralcio durante l'arrampicata o su terreni tecnici. Molti modelli nel segmento alpino puntano quindi su sistemi ridotti o rimovibili. Molte cinture possono ormai essere riposte all'indietro per creare maggiore libertà di movimento. Un "tipico compromesso", afferma Imhof. Il suo consiglio: "Ogni volta che è possibile, bisognerebbe usare la cintura lombare – più peso si carica sulle spalle, più questa diventa importante."
Sintesi
Nella scelta di uno zaino da alpinismo compreso tra i 22 e i 35 litri, occorre sempre considerare la disciplina che si intende praticare più frequentemente con il prodotto. L'elemento decisivo è il miglior equilibrio tra peso, funzionalità e scopo di utilizzo. Chi sa definire chiaramente quest'ultimo, prepara lo zaino in modo consapevole e rinuncia agli extra non necessari, può compiere una scelta oculata avvalendosi della consulenza in negozio. In definitiva, Lukas Imhof e gli atleti Bächli Schäli e Schönbächler concordano su un punto: lo zaino ideale non deve essere un fuoco d'artificio di funzionalità, bensì un compagno affidabile – uno che faccia il suo dovere senza intralciare nel momento decisivo.
Alpinista Roger Schäli
Guida all’acquisto: consigli dell’alpinista Roger Schäli
Check-list per l'acquisto con i consigli di Roger Schäli
Prima dell'acquisto vale sempre la pena effettuare un breve test pratico in negozio.
- carica lo zaino con circa dieci chilogrammi
- indossarlo per almeno dieci minuti
- prestare attenzione ai punti di pressione
- testare la libertà di movimento
- verificare l'accesso e la facilità d'uso delle funzioni con l'attrezzatura reale (guanti calzati, attrezzi da ghiaccio, corda, ecc.)